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viernes, 23 de octubre de 2020

La "torta" envenenada: la marcha homosexual -al Vaticano- estudiada pieza por pieza


 

IL DOCUFILM SUL PAPA

La "torta" avvelenata: la marcia gay studiata a tavolino

EDITORIALI23-10-2020

L'operazione del docufilm "Francesco" non nasce a caso. Parte da lontano con un regista che gira un film omosessualista e viene premiato dalla critica omo e ora approda da star sulla tv dei vescovi e in Vaticano, dove il Papa gli offre persino la torta di compleanno. I gay scelti accanto al Papa non sono gay qualunque, ma militanti noti e discussi. È l'ultimo miglio, lo scalpo definitivo di una lobby gay che è riuscita nel suo intento: mostrare che la Chiesa “finalmente” è cambiata, che il Papa segue e sposa l’agenda Lgbt. 


Il compleanno vaticano del regista del docufilm Francesco

Era tutto preparato. Le parole del Papa non arrivano improvvisamente da Marte e il regista Evgeny Afineevsky che le ha diffuse con un sapiente gioco di taglia & cuci non sbarca da Venere. Mentre tutto il mondo parlava dell’apertura di Papa Francesco alle unioni civili, lui, poche ore prima accoglieva trionfante il regista russo naturalizzato americano con una torta di compleanno poco prima della presentazione del suo docufilm alla mostra del cinema di Roma. Dove, evidentemente, non arrivi per caso, così come non arrivi così per caso davanti ai portoni di Santa Marta per chiedere e ottenere di fare un film sul Papa. E altrettanto non per caso puoi diffondere un film sul papa senza che uno stuolo di addetti alla comunicazione, minutanti di camera, segretari, monsignori possano prima vederlo, sottoporlo a critica e infine approvarlo.  


È un’immagine che spiega tutto e che mette a tacere in un solo colpo i normalisti e i benaltristi di casa cattolica che in queste ore si sono arrampicati sugli specchi per cercare di dire che in fondo il Papa ha detto che la dottrina non cambia, che è stato ingannato. Un autoconvincimento semmai. Quella foto del successore di Pietro ridotto a macchietta, con in mano una torta di compleanno dove è lui a rendere omaggio a chi di lì a poco lo avrebbe proiettato nel mondo con quelle parole così dirompenti e sconclusionate sull’omosessualità.


Un regista acclamato in Vaticano dopo aver girato un documentario dal vago sapore coreano, dove Francesco è la star indiscussa dell’umanità, dove l’adulazione si mescola alla strumentalizzazione dei gesti, delle parole, delle intenzioni. Bè, è tutto un po’ grottesco e segna l'ultimo miglio lo scalpo definitivo di una lobby gay che è riuscita nel suo intento: mostrare che la Chiesa “finalmente” è cambiata, che il Papa segue e sposa l’agenda Lgbt a cui nessuno ormai potrà più opporsi. Pena l’esclusione dalla comunità cattolica, pena la riprovazione di nemico del popolo perché nemico di Francesco.


Anche Afineevsky è funzionale a questo progetto. D’altro canto, in Vaticano non possono non sapere chi fosse. Nel 2009 gira un film chiamato “Oy Vey! My Son Is Gay!!”, una indigesta pellicola di un omosessuale ebreo che cerca di farsi accettare dalla famiglia evidentemente retrograda. Una pellicola omosessualista premiata dalla critica militante con svariati premi, tra cui il Boston LGBT Film Fest 2010 e il Charlotte Gay & Lesbian Film Festival 2010. Rassegne per “specialisti”, certo, ma servono a bucare la cortina dello stigma, ad avvicinare il pubblico a certe tematiche a stimolare il sentimentalismo del love is love. E se in dieci anni si è passati dalle kermesse gay al Festival del Cinema di Roma con la green card del Papa significa che di strada ne è stata fatta. Questo pedigree gli ha consentito di ottenere anche dei premi in ambito cattolico.


È la stessa strada percorsa dai cattogay e dalla omoeresia di un piccolo drappello che ha portato alla ribalta i James Martin in questi anni con una campagna teologica e pastorale martellante e asfissiante.


I due gay scelti per mostrare la bontà assoluta di Papa Francesco non sono neppure loro partiti da Saturno. Sono militanti conosciuti e straconosciuti nell'ambiente, famosi perché consideravano la madre un concetto antropologico e hanno fatto la battaglia perché loro dopo essere ricorsi all'utero in affitto potessero essere considerati genitori in ambito cattolico. 




Afineevsky dunque, per poter essere ricevuto come un capo di Stato oltre Tevere e omaggiato come un Papa nella sala della Grandi occasioni dal protagonista del suo film, deve aver toccato le corde giuste per farsi accreditare e mostrare che il suo progetto di documentazione cinematografica era quello che serviva a Papa Francesco per presentarsi come eroe del nuovo millennio.


Eppure, a ben guardare il trailer del documentario si intravedono quelle prosopopee da Istituto Luce che abbiamo visto già all’opera: tanta retorica, tanto ambientalismo, mondialismo, buonismo, pauperismo. Insomma, tutto ciò che c’è nell’agenda globalista e nessuno spazio a quel Cristo al quale – volendo raccontare il suo vicario in terra – ci si dovrebbe umilmente ispirare.


Tutto è stato preparato, nessuno si stupisca.


È il 17 aprile 2018 e negli studi di Tv 2000, la televisione dei vescovi, il conduttore del Diario di Papa Francesco presenta al pubblico Afineevsky: «Ecco un regista candidato all’Oscar che ci racconta il suo progetto su Papa Francesco», spiega Gennaro Ferrara. «Tornerà quando il documentario sarà pronto». Detto, fatto.


Il 16 ottobre scorso, Afineevsky è a Roma per presentare il suo lavoro. E spiegarlo agli spettatori: «Papa Francesco è una bussola morale, ci insegna la coesistenza per unire le persone, è la speranza per l’umanità (che evidentemente non è Cristo ndr) e il film (umiltà ndr) è una speranza per l’umanità».


Perché? Semplice. Ecco l’idea del regista del mondo immerso nel peccato: «Parlavamo del peccato, ma il peccato è creato dall’umanità e per quello che mi riguarda ho messo insieme le cose create dall’umanità: la Siria, i rifugiati, i cambiamenti climatici, gli abusi sessuali, i conflitti, le guerre, il tema del dare più forza alle donne. Io ho cercato di metter insieme tutti gli elementi del peccato umano dando una visione del Papa, del suo essere un navigatore e una speranza».


Parole che sembrano mostrare una idea del Papa come una superstar. «No – dice – lui – lui è semplice, è un padre, un maestro, è umile, è attivo».


Il docufilm si svolge seguendo le linee del condottiero che guida il popolo alle magnifiche sorti e progressive di un’umanità ferita dal peccato visto però solo in chiave eco-clima-mondialista. Un peccato che è visto solo come non un’offesa a Dio, ma un’offesa generica a una natura totalizzante. In mezzo c’è il passaggio sui gay, che sono il trait d’union e a ben vedere sono il vero obiettivo dell’operazione “Francesco”.


Un’operazione costruita a tavolino che parte da lontano e che sarebbe ridicolo bollare come un incidente di percorso e nemmeno come un tranello teso al Papa per ingannarlo. Con una presentazione del genere è francamente discutibile che Bergoglio, che pure è noto per essere un decisionista, si lasci abbindolare da queste operazioni senza sapere minimamente che dietro ci sono proprio quelle operazioni di colonizzazione ideologica che lui stesso ha denunciato. Dipingerlo come un ingenuo sarebbe un affronto peggiore del saperlo consapevole di quanto è accaduto.

(https://lanuovabq.it/it/la-torta-avvelenata-la-marcia-gay-studiata-a-tavolino?fbclid=IwAR0SN4wtrATeQDQ0tky8tp_eBPlQDbnofPXMw0PH5rzgpZHJICjFUl2XxAo)

miércoles, 20 de mayo de 2020

La revista de la Masonería italiana promueve el documento del Vaticano sobre la "Fraternidad Humana"

La rivista della Massoneria italiana promuove il documento del Vaticano sulla “Fratellanza umana”
Di admin|Maggio 19th, 2020|Categorie: Chiesa, Church, News|Tag: Fratellanza Umana, Massoneria, Papa Francesco|0 Commenti
La rivista della più importante loggia massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia accoglie con favore il documento sulla “Fratellanza umana” firmato ad Abu Dhabi da Papa Francesco e lo sceicco sunnita Ahmed el-Tayeb. Ma la Chiesa cattolica ha a lungo condannato la Massoneria, sottolineando che i suoi principi sono inconciliabili con la fede cattolica.

Ne parla il giornalista Edward Pentin sul National Catholic Register. Eccolo nella mia traduzione. 



Papa Francesco firma “Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune” con il Grande Imam di Al-Azhar, lo sceicco Ahamad al-Tayyib
Papa Francesco firma “Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune” con il Grande Imam di Al-Azhar, lo sceicco Ahamad al-Tayyib



Il documento sulla fratellanza umana che Papa Francesco e lo sceicco Ahmed el-Tayeb, Grand Imam dell’Università di Al-Azhar, hanno congiuntamente sottoscritto l’anno scorso ad Abu Dhabi, ha ricevuto un’ampia approvazione sulla rivista della più grande fratellanza massonica italiana.

Il documento “Fratellanza umana per la pace nel mondo e per la convivenza comune” è “innovativo” e una “droga a lento rilascio” che potrebbe annunciare una “nuova era” e rappresentare un “punto di svolta per una nuova civiltà”, scrive Pierluigi Cascioli, giornalista di Nuovo Hiram, la rivista trimestrale della loggia massonica del Grande Oriente in Italia.

Aggiunge che il testo “è importante sia per le due autorevoli firme congiunte, sia per i contenuti”.

Il documento (di Abu Dhabi, ndr) di cinque pagine è stato elogiato quando è stato pubblicato come uno sforzo per respingere una deriva verso uno “scontro di civiltà”, ma ha anche ricevuto critiche per i suoi elementi sincretici e un passaggio controverso che affermava che la “diversità delle religioni” è “voluta da Dio”.

Nel suo articolo, Cascioli consiglia di dare al documento una “lettura approfondita”, e sostiene che ha “pagine nobili”, che “dovrebbero essere attentamente considerate” non solo da cristiani e cattolici e musulmani, ma da tutta l’umanità.

Cascioli vede il documento come uno stimolo sia per la Chiesa che per l’Islam a “fare di più per garantire l’effettiva parità tra donne e uomini”.

Riferendosi alla prefazione del documento, chiede se la sua condanna della discriminazione e il suo appello al “rispetto reciproco” porterà al “rispetto delle donne e degli uomini che hanno tendenze omosessuali o bisessuali?”

“Ogni essere umano è unico e inimitabile”, dice, e dovrebbe avere “il diritto (o, meglio, il dovere) di sperimentare il proprio erotismo secondo la propria natura”. Si riferisce poi alle nazioni che criminalizzano l’omosessualità, in particolare nel mondo islamico.

Si chiede inoltre se la struttura “monarchica” della Chiesa sia in contrasto con l’egualitarismo che vede nel documento, e specula sulla necessità di “aggiornare” la dottrina sociale della Chiesa “alla luce dei valori innovativi del documento”.

Papa Francesco e il Grande Imam esprimono “posizioni d’avanguardia”, osserva, e si chiede quanti cattolici e musulmani le seguiranno. “Quanto sono più avanti rispetto alle rispettive “basi” dei due leader?” Cascioli si chiede. “Papa Francesco è lontano dalla sua base; il Grande Imam è molto lontano dalla sua”.

Ma preferisce prendere la visione a lungo termine, credendo che la “Fratellanza umana” sia “come una droga a lento rilascio”. Sarebbe “illusorio aspettarsi un immediato, grande sconvolgimento, ma potrebbe aprire una nuova era”, sostiene. Cascioli dice che Francesco ed el-Tayeb hanno “costruito una pista d’atterraggio per l’aeroporto” per i valori del documento, ma perché i contenuti “decollino”, ci deve essere un “forte impulso”, che permetta loro di “superare la forza di gravità”. La gente dovrebbe avere il “coraggio della fratellanza”, dice, e così “decollare verso un mondo migliore”.

“I massoni, che hanno la fratellanza al loro centro, non potranno evitare di discutere questo documento”, scrive. “Nell’applicare questo principio, i cattolici e i sunniti vorranno dialogare con i massoni?”

La Chiesa cattolica ha a lungo condannato la Massoneria, sottolineando che i suoi principi sono inconciliabili con la fede cattolica, e insegnando che per un cattolico appartenere ad essa è un “peccato grave” che automaticamente lo squalifica dal ricevere la Santa Comunione.  

I rituali massonici sono nocivi al cattolicesimo e un forte anticattolicesimo permea anche la Massoneria, secondo padre William Saunders in un articolo del 1996 pubblicato sul sito dell’EWTN. Anche alcuni critici particolarmente forti, come il vescovo ausiliare Athanasius Schneider di Astana, Kazakistan, ritengono che i suoi ranghi superiori siano impegnati ad adorare Satana. (Qualche giorno fa su questo blog abbiamo pubblicato un articolo di mons. Schneider in cui egli spiega l’infiltrazione della Massoneria nella Chiesa, ndr).
(https://www.sabinopaciolla.com/la-rivista-della-massoneria-italiana-promuove-il-documento-del-vaticano-sulla-fratellanza-umana/?fbclid=IwAR1QuKBWQbwtb00TbIxemhDeMXop1kwjXPqDWLnqxWb6LUttd83T5zjC9Lw)

domingo, 10 de mayo de 2020

El Vaticano recordó en 2009 el derecho a recibir la comunión en la boca




Por Carlos Esteban | 05 marzo, 2020
Ante el creciente clamor para que las ‘recomendaciones’ de recibir la comunión en la mano se conviertan en prohibición de recibirla en la boca por el temor al coronavirus, la periodista de LifeSiteNews Diane Montagna rescata una comunicación de 2009 que reitera el derecho de los fieles de comulgar de este último modo.
Se trata de una carta dirigida a la Congregación para el Culto divino durante una fuerte epidemia de gripe en 2009, cuando se le consultó si las circunstancias aconsejaban que se diera la comunión exclusivamente en la mano. La respuesta fue negativa, reafirmando el derecho de los fieles a recibir el Cuerpo de Cristo de la forma tradicional.

“Este dicasterio hace notar que su Instrucción Redemptoris Sacramentum (25 de marzo de 2004) estipula claramente que “cada uno de los fieles tiene siempre el derecho a recibir la Santa Comunión en la lengua” (nº 92), y no es lícito negar la Sagrada Comunión a ningún fiel cristiano a quien no impida la ley recibir la Sagrada Eucaristía”, reza la respuesta de la congregación a la cuestión presentada.

Pero el miedo parece ser más fuerte el derecho ratificado por el Vaticano en esa instrucción. Una serie de diócesos francesas ya han dado el paso de prohibir la comunión en la lengua, permitiendo en cambio la comunión en la mano, lo que no hace más improbable el contagio. El obispo Joseph Galea-Curmi, auxiliar de Malta, informa LifeSiteNews, también ha hecho pública una directiva dirigida a las parroquias del país prohibiendo la comunión en la lengua “hasta que se emitan nuevas directrices”. En respuesta a la epidemia, prelados católicos en Jerusalén, Singapur, Filipinas, algunas diócesis de Estados Unidos y otras partes del mundo también han hecho públicas directivas o recomendaciones a favor de dar la comunión en la mano pero no en la lengua.

El obispo auxiliar de Astaná, en Kazajstán, Athanasius Schneider, por su parte, argumenta que “la comunión en la boca es sin duda menos peligrosa y más higiénica que la comunión en la mano”.

“Desde el punto de vista de la higiene, la mano es portadora de una enorme cantidad de bacterias. Muchos patógenos se transmiten a través de las manos […] Según un estudio de 2006, publicado en la revista ‘BMC Infectious Diseases’, los virus de la gripe y similares pueden sobrevivir en superficies inanimadas como manillas o barras en el transporte o los edificios públicos durante algunos días”, insiste.

Schneider calificó las prohibiciones de recibir la comunión en la lengua de “infundadas cuando se comparan con los grandes riesgos sanitarios de la comunión en la mano en tiempos de pandemia”. Para el obispo, es como si las autoridades eclesiásticas estuvieran usando el coronavirus como un “pretexto” para trivializar la recepción de la comunión.

miércoles, 6 de noviembre de 2019

Por qué el Vaticano no puede beatificar a Evita

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Este jueves, la CGT le envió una carta a la Iglesia en la que le pidió comenzar con el proceso. Qué requisitos no cumple Eva Perón.

Publicada: 31/10/2019, 19:32hs.
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La Confederación General del Trabajo (CGT) le envío este jueves una carta al Cardenal Mario Poli en la que le pidió comenzar el proceso de beatificación de Eva Perón.

La central obrera consideró que ya transcurrió el tiempo suficiente desde la muerte Evita y que las polémicas en torno a su figura quedaron en el pasado. Sin embargo, desde la Iglesia no compartieron las apreciaciones de los gremialistas, y manifestaron que no están dadas las condiciones para que esto suceda.

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"Según fuentes consultadas, además de las cualidades humanas que muchos le puedan adjudicar, como su entrega a los pobres -aún en momentos de mucha enfermedad-, hace falta toda una práctica religiosa, una ortodoxia doctrinal y una serie de condiciones que evidentemente Eva Duarte de Perón no tenía", explicó el periodista Sergio Rubin en diálogo con TN.

De esta forma, la sola creencia en Dios o la inspiración de sus actos en la doctrina cristiana no serían argumentos suficientes para solicitar la canonización de Evita.


Por otra parte, Rubín recordó que el de este jueves es el segundo pedido que se hace sobre Eva. A los pocos días de su muerte, el 26 de julio de 1952, el sindicato de canillitas envió una carta al Vaticano en la que pidió el inicio del proceso correspondiente para que se la proclame santa, petición que fue rechazada por la Santa Sede.

Hoy, casi 70 años más tarde, una nueva solicitud llegó a manos del cardenal Poli.

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De acuerdo con el protocolo de la Iglesia, la presentación del candidato constituye el primer paso hacia la beatificación, que implica el pedido de apertura de la causa en la diócesis donde murió -en este caso-, el arzobispado de Buenos Aires.

Si la argumentación detrás de la candidatura resulta lo suficientemente robusta para el arzobispo, comenzará un minucioso estudio de su vida y obra que, de ser satisfactorio, le permitirá nombrar a la persona Siervo de Dios y girar el expediente a la congregación para la Causa de los Santos del Vaticano.

Si el segundo análisis de la trayectoria del candidato demuestra que vivió su fe "en grado heroico", éste será declarado "venerable", y se procederá a comprobar si Dios obró un milagro por su intercesión -el cual consiste, en general, en una curación inexplicable. De ser así, será declarado beato y, en caso de que se compruebe un segundo milagro, Santo.

Sin embargo, hay excepciones a esta regla. La primera ocurre si la muerte de la persona propuesta fue un asesinato y se compruebe que fue por "odio a la fe". La segunda obedece a la potestad del Papa de eximir del milagro a ciertos candidatos, tal como Francisco hizo en el caso de Juan XXIII.

En el caso de Eva Perón, lo cierto es que, aunque muchas personas consideren su bondad y cercanía con los más necesitados como condiciones suficientes para su beatificación, éstas no alcanzan para que la Iglesia la canonice. Para ello, hace falta una práctica religiosa y una ortodoxia doctrinal.
(https://tn.com.ar/politica/por-que-el-vaticano-no-puede-beatificar-evita_1007238?fbclid=IwAR13q_3akMeQfctNVyxJqfGsnoaM8__TPfqTraZFiG-3HM_uMtzi8WticoU)

viernes, 18 de octubre de 2019

Confirmado: En el Vaticano se adoró un símbolo pagano. “Representaba la vida»


Por INFOVATICANA | 16 octubre, 2019
(Aciprensa)- Paolo Ruffini, prefecto del dicasterio para la Comunicación del Vaticano se pronunció sobre la polémica imagen de una mujer desnuda embarazada, presente en distintos eventos del Sínodo de la Amazonía y que se ha identificado de distintas formas: como la madre tierra, como un símbolo de la vida y la fertilidad e incluso como la Virgen María.

“Creo que fue una estatua que banal o fundamentalmente representaba la vida y basta. Creo que ver símbolos de paganismo o de otro tipo es ver el mal donde no hay”, dijo Paolo Ruffini, prefecto del Dicasterio para la Comunicación del Vaticano durante la rueda de prensa realizada este miércoles 16 de octubre en la Sala Stampa.

Precisando que lo dicho es su opinión personal y que no hablaba como prefecto del dicasterio o presidente de la comisión de información del Sínodo, Ruffini dijo además que la imagen “representaba la vida. La he visto y era así. Representaba la vida en el momento en que se hace vida a través de la mujer y basta”.

En cuanto a la presencia de la imagen en el evento realizado el 4 de octubre en los Jardines del Vaticano en presencia del Papa Francisco, Ruffini indicó que fue “organizado por la REPAM con el Movimiento Católico para el Clima”.

“Ninguno ha dicho que es la Virgen María”, precisó.

A su turno, el P. Giacomo Costa, sacerdote jesuita que colabora con las comunicaciones del Sínodo y que está presente en las ruedas de prensa diarias en la Sala Stampa, dijo que la imagen “no es nada sagrado. Es una indígena que porta la vida, que representa la vida. No es la Virgen María ¿Quién ha dicho que es la Virgen María?”.

“Me parece que es una figura femenina que no tiene ningún valor sagrado o pagano”, aseguró.

La imagen no solo estuvo en la ceremonia en los Jardines del Vaticano sino en la oración con la que se iniciaron los trabajos del Sínodo el 7 de octubre y está de modo permanente en la iglesia Santa María in Transpontina donde diariamente se realiza un ritual amazónico de carácter sincrético titulado “Momentos de espiritualidad amazónica”, y que tiene como uno de sus organizadores a la Red Eclesial Panamazónica (REPAM).

Fuentes de REPAM indicaron a ACI Prensa que la imagen no es “Nuestra Señora de la Amazonía” como se dijo el 4 de octubre a través del canal de youtube de Vatican News en portugués, pero otra fuente de la misma organización comentó que al principio no se pensó de esa forma pero que ahora algunos la han comenzado a reconocer como una advocación mariana.

Publicado en Aciprensa.

por INFOVATICANA.
(https://infovaticana.com/2019/10/16/confirmado-en-el-vaticano-se-adoro-un-simbolo-pagano/?fbclid=IwAR0nyHavnLXf1s8_pg5oisQvrA_3q_cKbLXmckElq222117fnYuhzmo2PiI)

viernes, 10 de mayo de 2019

El Estado Islámico amenaza al Papa y al Vaticano con un atentado




Por Hispanidad Católica -  8 mayo, 2019
El riesgo de atentado en el Vaticano, aunque no es inminente, ciertamente existe y prueba de ello es que se ha reforzado la seguridad del recinto de la Basílica y de la plaza de San Pedro.

Recientemente Daesh a través de su cuenta de Telegram criticó con dureza al Vaticano porque según ellos respaldaba el uso de la violencia contra la organización. Por ello las “iglesias pasan a estar en el punto de mira del ISIS. Roma nos ha declarado la guerra”, declara uno de los integristas en el chat.

Daesh sigue anunciando con cierta osadía y prepotencia que más tarde o más pronto terminarán conquistando Roma. En una de sus amenazas, se contemplaba a un radical con su arma en dirección al Vaticano.

Para hacer un alarde de que va en serio y no es ninguna broma han llegado a mostrar material audiovisual con individuos armados en las proximidades de San Pedro.

Daesh, en sus publicaciones siempre alienta a destruir las cruces cristianas y se jactan de atentados terroristas contra católicos. En estos momentos les invitamos a rezar más que nunca por el Papa y la Iglesia.

Oración por el Papa

Oh Dios misericordioso y eterno, nuestro Pastor y Guía, mira con amor a tu siervo el Papa, a quien elegiste como sucesor de san Pedro y pastor de tu grey.

Escucha, Señor, la plegaria de tu pueblo y haz que nuestro Papa, Vicario de Cristo en la tierra, confirme en la fe a todos los hermanos, para que toda la Iglesia se mantenga en comunión con él por el vínculo de la unidad, el amor y la paz.

Concédele valor, sabiduría y amor a tu pueblo, para que él sirva con fidelidad a todas aquellas personas a quienes tú le has confiado sus cuidados y lleve a tu Iglesia unida en la fe, de corazón y voluntad, mientras procuramos llevar a su pleno cumplimiento la misión de tu Hijo, Jesucristo, nuestro Señor, que vive y reina contigo y el Espíritu Santo por los siglos de los siglos. Amén

Fuente original: MEDITERRÁNEO DIGITAL
(https://www.hispanidadcatolica.com/2019/05/el-estado-islamico-amenaza-al-papa-y-al-vaticano/?fbclid=IwAR2DQLkCdkR634CtG-vLLo4aDzpEnctvhlHO9Y58Yu5hC-9FE9qTfHgcLgw)

domingo, 5 de mayo de 2019

El Estado Islámico anuncia que atacará al Vaticano

papa francisco vaticano

A finales del mes pasado, y a través del canal Telegram, Daesh publicó un mensaje en el que aseguraba que “el Vaticano respalda el uso de la fuerza” contra este grupo criminal.

"Las iglesias de los cruzados son objetivos legítimos para ISIS. El Vaticano ha declarado la guerra al Estado Islámico y ha apoyado esta guerra. Cada hipócrita que derrama lágrimas de cocodrilo debe meterse un zapato en la boca”.

Este tipo de ataques, con la imagen del Vaticano, no son nuevos en Daesh que proclama, un día sí y el otro también, que terminará conquistando Roma. En uno de estos mensajes, se veía a un individuo enmascarado apuntando hacia la Basílica de San Pedro, en el Vaticano, donde el papa Francisco suele presidir actos multitudinarios. Incluso, han llegado a realizar montajes en los que se veía a individuos, con fusiles de asalto y bombas, en las proximidades de la Plaza de San Pedro.

Daesh, en un boletín interno, amenazaba con "romper la cruz" de Cristo. En ese mismo panfleto, se jactaban del brutal asesinato, en julio de 2016, mientras oficiaba una misa, del padre Jacques Hamel, de 86 años. El crimen fue perpetrado por dos terroristas que le acuchillaron en su iglesia de la localidad francesa de Saint-Etienne du Rouvray, cerca de Rouen. El Vaticano inició su proceso de beatificación.

[Estado Islámico: 'Llegaremos a Roma y haremos ejecuciones masivas de cristianos en el Vaticano']
(https://www.mediterraneodigital.com/espana/espana/estado-islamico-isis-vaticano-iglesias-cristianos.html?fbclid=IwAR0mhdIOSNrIxgaMSdElTVwp9Sg0R9U8fNYO3XVQbk5So3W05km5DuLXNM0)

miércoles, 19 de diciembre de 2018

Musulmanes planean poner bombas en el Vaticano y en otras iglesias de Roma


diciembre 18, 2018

El migrante somalí planeaba hacer explotar la iglesia más grande de Italia durante la Navidad "cuando las iglesias están llenas"

Quería atacar a San Pedro en Navidad en Roma. Usando grabaciones de escuchas telefónicas, la policía de seguridad especial de DIGOS en Bari, arresta a un ciudadano somalí de 20 años por cargos de terrorismo. Los somalíes querían organizar un ataque en la Basílica de San Pedro en Roma en Navidad. 

Mohsin Ibrahim Omar, a.k.a. Anas Khalil, se cree que está vinculado y en contacto con el Estado Islámico (ISIS) en Somalia.

En una grabación obtenida por la policía, supuestamente dice: "El 25 es Navidad ... las iglesias están llenas. "Pongamos bombas en todas las iglesias de Italia.

¿Dónde está la iglesia más grande? ¿Está en Roma? ”, dijo, según la intervención telefónica, aparentemente refiriéndose a San Pedro. 

El FBI está ayudando con la investigación. El hombre fue arrestado el 13 de diciembre cuando intentaba huir de la ciudad de Bari. 

Según la agencia de noticias Ansa, "los fiscales emitieron una orden de detención del sospechoso debido al" peligro inminente "de que él huyera".

Voice of Europe
(http://religionlavozlibre.blogspot.com/2018/12/musulmanes-planea-explotar-la-basilica.html)

miércoles, 7 de noviembre de 2018

Cardenal chino Zen denuncia acuerdo del Vaticano con el Partido Comunista



Según el cardenal, el Vaticano llegó a un acuerdo para el nombramiento de obispos en China.
Mamela FialloPor Mamela Fiallo  El Oct 26, 2018
l Cardenal Zen de China denuncia el acuerdo del Vaticano con el régimen comunista que persigue católicos. (Fotomontaje de PanAm Post)
Junto con la lengua castellana, la fe católica está presente en toda América Latina. Pese a llevar un mensaje divino, no deja de estar influenciada por los hombres que —a menudo con buenas intenciones— la moldean a su modo. El papa Francisco I ha sido uno de ellos.

Al “dar la otra mejilla” ha colaborado con regímenes totalitarios donde los católicos y cristianos de todas las variantes son perseguidos.

“La religión es el opio de los pueblos”, decía Karl Marx, ideólogo del socialismo científico, por lo cual en todo régimen que adopta sus ideas materialistas se restringe toda devoción ajena al régimen, al partido y su líder.

Tanto es así que en Venezuela se hizo una adaptación del Padre Nuestro a “Chávez nuestro”, donde en lugar de “líbranos de todo mal” se imploraba “líbranos del capitalismo”.

Pese a ser una blasfemia e incluso un sacrilegio en términos estrictos, Francisco no sancionó ni excomulgó a nadie. Con total impunidad el Gobierno socialista elevó a un dictador a un estatus divino.

También calló cuando los obispos venezolanos imploraban ayuda, dado que no había trigo ni siquiera para la ostia de la eucaristía.

Cardenal Zen a los católicos fieles de China: «vuelvan a las catacumbas» https://t.co/7iLblqOgkT pic.twitter.com/cQG1uKqouQ

— InfoCatólica (@InfoCatolica) October 26, 2018

Pero ahora Francisco dio un paso más, firmó un Acuerdo Provisional entre el Vaticano y el Gobierno comunista de China para el nombramiento de obispos.

Contrario al texto bíblico donde se cita a Jesús indicando que “a Dios lo que es de Dios y al César lo que es del César”, el mayor referente de la Iglesia católica fusionó ambas.

Al respecto, el Cardenal Zen, quien tuvo que huir de China cuando el comunismo tomó el poder hace más de medio siglo, publicó una columna de opinión en el New York Times, titulado “El Papa no entiende China”, denunciando este hecho.

El Obispo Emérito de Hong Kong explicó que “los católicos y otros creyentes eran arrestados y enviados a campos de trabajo. Yo volví a China en 1974 durante la Revolución Cultural, y la situación era terrible, peor de lo que puedan imaginar. Era una nación bajo la esclavitud y olvidamos estas cosas fácilmente. También olvidamos que nunca se puede tener realmente un buen acuerdo con un régimen totalitario”.

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La persecución contra toda denominación religiosa es una campaña vigente desde la llegada del comunismo al poder. Aunque ha habido cierta apertura, sobre todo económica, todavía es el Partido Comunista el regulador de toda interacción. Tanto que las cruces sobre las iglesias deben ser pequeñas, de lo contrario son removidas, pues se considera propaganda.

Y es que en la actualidad en China ya hay 5,7 millones de católicos, de modo que se distancian del materialismo marxista y esto pone en peligro la estabilidad del régimen que exige devoción única. Bajo el lema de la “unidad”, se está purgando lo distinto a la hegemonía comunista.

De modo que es posible que el papa haya pactado con el Gobierno para proteger a los católicos de la persecución religiosa que resulta en la pérdida de sus derechos naturales a la vida, propiedad y libertad.

Al intentar comprender la posición tomada por el papa Francisco, quien llegó a ser la máxima autoridad de los jesuitas, fuertemente influenciados por la teología del pueblo, el cardenal Zen asegura que “Francisco puede tener una simpatía natural por los comunistas porque para él ellos son los perseguidos. Él no los conoce como los perseguidores en que se convierten una vez en el poder, como los comunistas de China”.

Por eso el Cardenal Zen indica que Francisco no comprende lo que sucede y que el pacto “es un paso importante hacia la aniquilación de la Iglesia verdadera en China”. Pues ahora solo quedarán en los púlpitos los clérigos serviles al régimen.

Entonces, el Cardenal hizo un llamado: “a los obispos y sacerdotes clandestinos (fieles) de China solo puedo decirles esto: por favor, no comiencen una revolución. ¿Ellos (las autoridades) toman sus iglesias? ¿Ya no pueden celebrar? Vayan a casa y recen con sus familias (…) Esperen mejores tiempos. Vuelvan a las catacumbas. El comunismo no es eterno”.

Pero no se limitó al caso chino, resaltó el abandono por parte de Francisco a sus fieles en el país más socialista de América, Cuba.

Francisco quiere ir a China. Todos los Papas han querido ir allá, comenzando por Juan Pablo II, pero ¿qué dejó para la Iglesia la visita a Cuba de Francisco en 2015? ¿Qué dejó al pueblo cubano? Casi nada. ¿Convirtió a los hermanos Castro?

Lo cierto es que el régimen cubano persiguió con más ferocidad a los practicantes para “limpiar las calles” de su presencia, dado que recibiría a comitivas diplomáticas y a turistas. Y los católicos y cristianos de todas las denominaciones sufrieron arrestos, expropiaciones y torturas a causa de ello.

Zen concluye que “la Iglesia oficial en China está controlada por la llamada asociación patriótica y la conferencia de obispos, y ambas son controladas por el partido”.

Por último, el Cardenal explica que “los sacerdotes clandestinos en el continente me dicen que están desalentando a los fieles a ir a misa para evitar que los arresten”.

Y los sacerdotes “se verán obligados a unirse a la llamada conferencia de obispos. Se verán obligados a unirse a los demás en esa jaula de pájaros, y se convertirán en una minoría entre ellos. El acuerdo del Vaticano, que buscaba la unificación de la Iglesia en China, significa la aniquilación de la Iglesia verdadera en China”.

Si fuera caricaturista, dibujaría al Santo Padre de rodillas ofreciendo las llaves del reino de los cielos al presidente Xi Jinping y diciendo: “Por favor reconóceme como Papa”.

 Mamela Fiallo
Mamela Fiallo
Mamela Fiallo Flor traduce al inglés en el PanAm Post. Es profesora universitaria, traductora, intérprete y cofundadora del Partido Libertario Cubano - José Martí e integrante del Área de Estudios Políticos de la Fundación LIBRE.
(https://es.panampost.com/mamela-fiallo/2018/10/26/vaticano-comunista/?fbclid=IwAR3Nr9_7k0ioqEUVmlI0hoUmkTu0oFcGua2TfeviZgOm4Tnq-yffUJjlc5g)

jueves, 10 de mayo de 2018

El Vaticano pone en marcha plan de ayuda humanitaria para cientos de miles de venezolanos que huyen de la dictadura comunista del tirano Maduro


Tras la profundización de la crisis humanitaria en Venezuela y el inminente aumento de migrantes venezolanos, el Vaticano puso en marcha un programa para acoger y asistir a quienes huyen de la difícil situación que se vive en el país suramericano.

Al parecer, el papa Francisco —que ha preferido la “prudencia” ante la dictadura en Venezuela y que participando en infructuosos diálogos ha ayudado a perpetuar al régimen de Nicolás Maduro— aprobó la implementación de un programa humanitario con el cual estaría reconociendo que la crisis económica está dejando graves consecuencias en la región.
Las conferencias episcopales de ocho países suramericanos prepararon el proyecto “Puentes de solidaridad” para ayudar a organizar a quienes se ven obligados a dejar su país. Los emigrantes serán acogidos en Ecuador, Colombia, Brasil, Perú, Paraguay, Chile, Bolivia y Argentina.

De acuerdo con el subsecretario del Dicasterio para el Servicio del Desarrollo Humano integral, el italiano Fabio Baggio, el papa fue informado en septiembre de la propuesta y se animó a seguir adelante.

Y es que la Conferencia Episcopal venezolana ha reconocido que el régimen de Nicolás Maduro es una dictadura y así lo ha hecho saber al mundo.

Han sido los obispos venezolanos quienes en reiteradas ocasiones han llamado a no abandonar la lucha por la libertad, así como han clamado por la apertura de un canal humanitario en el país suramericano.

¿En qué consiste?
El programa consiste en crear centros de servicio y albergues para migrantes vulnerables; además de darles asistencia en temas de vivienda, búsqueda de trabajo e inclusión social. Asimismo, facilitará el accesos a servicios de educación y salud.

Por el momento, el proyecto tendrá dos años de duración, en el cual el Vaticano destinará unos 400.000 euros por año, USD $1.000.000 en total. Lo que significa que corresponderán solo USD $62.500 dólares para cada nación; pues la suma total se repartirá entre los ocho países. Además se espera el aporte de donaciones privadas.

Del mismo modo, las conferencias episcopales también tienen previsto llevar a cabo campañas de sensibilización de las comunidades locales ante el fenómeno migratorio. Además organizarán cursos de advocacy (patrocinio) para formar a los trabajadores de las conferencias episcopales.

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Cabe destacar que según la Organización Internacional de las Migraciones, entre 2015 y 2017 el número de migrantes venezolanos en Latinoamérica pasó de 89.000 a 900.000 personas, lo que representa un incremento de más del 900 %.

(https://es.panampost.com/sabrina-martin/2018/05/09/vaticano-migrantes-venezolanos/)

lunes, 30 de abril de 2018

Katy Perry, bruja, satanista y caníbal, en el Vaticano: "La carne humana es la mejor (...) es la meditación trascendental la que calma la ansiedad y no los medicamentos"








Katy Perry, bruja confesa, expone en conferencia en el Vaticano

Katy en la marcha de brujas Salem Witch Walk:



Unite to cure: incomprensible evento pagano en el Vaticano


Logo arcoiris de "Unite to Cure" organizado por el Pontificio Consejo para la Cultura.
Hay cosas, como estas, que no se entienden. Es incomprensible un evento Nueva Era en el Vaticano.

¿Y esto? Amuletos entregados como regalos en conferencia dada en el Vaticano


Uno no esperaría que la Meditación Trascendental (TM) se impulsara en la Conferencia del Vaticano "Unidos para curar" en la que se regala además, símbolos de la Nueva Era.

domingo, 25 de marzo de 2018

Increíble torpeza: el Vaticano alaba abiertamente la dictadura comunista china

El Vaticano alaba abiertamente la dictadura comunista china

¿CÓMO SE PUEDE ALABAR UN SISTEMA IDEOLÓGICO DECLARADO "INTRÍNSECAMENTE PERVERSO", CAUSANTE DE MÁS DE CIEN MILLONES DE MUERTOS,
DE ORIGEN CLARAMENTE SATÁNICO Y CUYO OBJETIVO DECLARADO ES LA DESTRUCCIÓN DE LA IGLESIA CATÓLICA Y BORRAR DEL CORAZÓN DEL HOMBRE EL NOMBRE DE DIOS?

Mosn. Paul Richard Gallagher, Secretario para las Relaciones con los Estados dentro de la Secretaría de Estado de la Santa Sede, ha respaldado el nuevo protagonismo mundial de China tras la reciente Asamblea Nacional Popular, donde se reforzó la dictadura comunista bajo el mando de Xi Jinping.

23/03/18 1:44 PM
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«¿El Año de la verdad? ¿Verdad con características chinas?»
(Agencias/InfoCatólica) Mons. Gallagher aseguró que la Santa Sede no teme «a una China que aumenta su peso en los escenarios internacionales con su propia y original visión del mundo y su herencia inestimable de cultura y civilización».

Igualmente alabó la política exterior del régimen comunista:

«Con su política exterior está claramente adoptando un nuevo acercamiento a los equilibrios existentes en las relaciones internacionales, y también se está consolidando su presencia en los países en vías de desarrollo".
Y tuvo también palabras de elogio para las reformas económicas del gobierno dictatorial, al decir que «dan a un número considerable de ciudadanos la posibilidad de vencer la pobreza».

Estas declaraciones, aunque no llegan al nivel de escandalosa pleitesía ante la tiranía comunista que alcanzó Mons. Marcelo Sánchez Sorondo, se producen en el contexto del posible pacto entre la Santa Sede y la dictadura comunista china, que ha sido denunciado en repetidas ocasiones por el cardenal Zen, que lo considera una traición en toda regla a los católicos mártires y confesores chinos que han permanecido fieles a la Iglesia en medio de la persecución de la dictadura.

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lunes, 5 de marzo de 2018

Cardenal Zen: culpo a los asesores del Papa por el acuerdo «suicida» del Vaticano con China

Cardenal Zen: culpo a los asesores del Papa por el acuerdo «suicida» del Vaticano con China

El primer cardenal de China también dijo que tenía el deber de hablar «con voz fuerte según su conciencia» hasta que se alcance lo que él llama «un mal acuerdo».

4/03/18 5:03 PM
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(LifeSiteNews/InfoCatólica) El cardenal chino Joseph Zen expresó más críticas sobre el próximo acuerdo del Vaticano con el gobierno comunista de China sobre el nombramiento de obispos, calificándolo de «suicidio» y un acto de «rendición desvergonzada».

Según el Cardenal, el problema no es tanto con el Papa Francisco, sino con sus consejeros papales.

El Papa Francisco es «optimista y lleno de amor, y está ansioso por visitar China», dijo Zen, pero sus consejeros están «obsesionados» con una respuesta “Ostpolitik”» al problema de los nombramientos de obispos en China.

Quieren «un acuerdo a toda costa», dijo el Cardenal, «ya están dispuestos a rendirse por completo».

El Papa, dijo Zen, «nunca ha tenido conocimiento directo del Partido Comunista Chino y, además, está poco informado por la gente que lo rodea».

El primer cardenal de China también dijo que tenía el deber de hablar «con voz fuerte según su conciencia» hasta que se alcance lo que él llama «un mal acuerdo».

Las críticas del Cardenal Zen se publicaron por primera vez el 24 de febrero en chino en su blog, y luego se tradujeron y publicaron en italiano en el blog del veterano analista del Vaticano Sandro Magister y fueron cubiertas por Catholic News Agency.

Una obsesión por la distensión

Zen señaló en particular al Secretario de Estado del Vaticano, el cardenal Pietro Parolin, en su última crítica del posible acuerdo entre el Vaticano y China.

Parolin, dijo que estaba en la «escuela diplomática» de su predecesor, el cardenal Agostino Casaroli, que fue secretario de Estado del Vaticano desde 1979 hasta 1990.

Casaroli estaba «obsesionado con Ostpolitik» y lo había llamado «una especie de compromiso político», dijo Zen.

El difunto cardenal Ivan Dias también había sido influenciado por Casaroli, dijo. Dias fue el ex Prefecto de la Congregación para la Evangelización de los Pueblos, que supervisa la administración de la Iglesia en áreas del mundo determinadas como «territorios de misión».

Zen dijo que Dias, que falleció en junio pasado, tenía un «plan de estudios maravilloso», ya que había sido arzobispo de Bombay durante casi una década, y estaba familiarizado con las circunstancias generales de Asia.

Pero el problema con Dias y Parolin, según Zen, era que «estaban perfectamente en sintonía con la aplicación de Ostpolitik en China, y (jugó) un doble juego contra las instrucciones de Benedicto XVI».

Ostpolitik, alemán para «política oriental», se refiere al proceso político de Alemania Occidental para normalizar las relaciones entre Alemania Oriental y otros países del bloque soviético a fines de la década de 1960. En particular, denota la división de reparación entre la República Federal de Alemania (RFA o Alemania Occidental) y la República Democrática Alemana (RDA) de Alemania Oriental, que se había dividido después de la Segunda Guerra Mundial en 1945.

El término también se ha utilizado desde ese momento al describir los esfuerzos del Papa Pablo VI para involucrarse con las naciones de Europa del Este controladas por los regímenes comunistas.

El Papa no conoce los detalles

Zen dijo que está claro que el Papa «no conocía los detalles» del acuerdo anticipado.

«Si él firma cualquier trato que quiera, solo podemos aceptarlo, sin protestar», dijo Zen. «Pero antes de la firma final, es nuestro derecho dar a conocer la verdad sobre las cosas, porque esto puede cambiar la dirección y evitar serios peligros para la Iglesia».
El Cardenal de 86 años nacido en Shanghai es el ex arzobispo de Hong Kong y asesor del Papa Benedicto XVI en las relaciones entre China y el Vaticano.

(http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=31749&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia)

sábado, 18 de noviembre de 2017

Secta fundamentalista islámica ISIS amenaza con baño de sangre para Navidad en el Vaticano

Imagen del video de ISIS donde amenaza al Vaticano.

Fotograma del vídeo en donde ISIS amenaza al Vaticano con un "baño de sangre"
para Navidad.

ROMA, 18 Nov. 17 / 03:54 am (ACI).- Quedan tan solo algunas semanas para el inicio de la Navidad, y el autodenominado Estado Islámico ha comenzado ya su tradicional campaña de amenazas para esos días.

En un nuevo video, la organización terrorista yihadista amenaza con provocar “sangre navideña” en el Vaticano.


El video ha sido publicado como siempre en la agencia afín al grupo y en él se observa a un hombre enmascarado conduciendo hacia la Basílica de San Pedro con un arma y una mochila dentro de un automóvil.

En la parte superior de la imagen se puede leer: ·Sangre navideña. Así que espera”. Pero también, como suele ocurrir con este grupo terrorista, las amenazas se propagaron rápidamente por la red de mensajería instantánea Telegram, que los yihadistas utilizan porque es imposible seguir el rastro y localizar todo lo que se diga a través suyo. 

Las autoridades piensan que la nueva amenaza es una clara llamada para que los llamados "lobos solitarios" ataquen.

No es la primera vez que el ISIS amenaza al Vaticano, porque en numerosas En ocasiones han amenazado a la Santa Sede y al Papa Francisco. 
(https://www.aciprensa.com/noticias/isis-amenaza-con-provocar-sangre-navidena-en-el-vaticano-96481)

sábado, 28 de octubre de 2017

El Vaticano critica los nacionalismos insanos y defiende una Unión Europa sin divisiones

El Vaticano critica los nacionalismos insanos y defiende una Unión Europa sin divisiones

El secretario vaticano para las Relaciones con los Estados, el arzobispo Paul Richard Gallagher, criticó hoy los nacionalismos no sanos y los populismos y defendió una Unión Europea (UE) sin divisiones.

27/10/17 9:19 PM

El secretario vaticano para las Relaciones con los Estados, el arzobispo Paul Richard Gallagher, criticó hoy los nacionalismos no sanos y los populismos y defendió una Unión Europea (UE) sin divisiones.

27/10/17 9:19 PM
(Agencias/InfoCatólica) «Creo que existe un sano nacionalismo que normalmente se expresa con un sentido patriótico, de patriotismo», dijo Gallagher, durante la presentación de un acto que reunirá desde hoy y hasta el domingo a políticos y miembros de la Iglesia en el Vaticano para reflexionar sobre el futuro de la UE.

El secretario vaticano, sin embargo, cargó contra los nacionalismos no sanos y los populismos que «presentan aquello que el pueblo quiere escuchar y no necesariamente aquello que es toda la verdad».

«El nacionalismo no sano se debe siempre rechazar y un populismo como estrategia política es poco aconsejable», sostuvo.

Mañana está previsto que el papa Francisco ofrezca a los participantes su quinto discurso sobre Europa y la Unión Europea (UE).

El evento está organizado por la Santa Sede y Comece y busca servir de foro de diálogo entre políticos europeos de alto nivel y miembros de la Iglesia para fomentar una reflexión constructiva sobre algunos retos que afronta Europa.
(http://infocatolica.com/?t=noticia&cod=30778&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia)

miércoles, 15 de febrero de 2017

Yihadista que planeaba atentar contra el Vaticano es condenado a 6 años de cárcel

Imagen referencial. Foto: Twitter Focus News

ROMA, 14 Feb. 17 / 02:53 pm (ACI).- La justicia italiana ha condenado a seis años de cárcel a Abderrahim Moutaharrik, un yihadista del ISIS acusado de planificar un atentado terrorista contra el Vaticano.

El ciudadano marroquí fue arrestado en abril de 2016 en Milán después que pretendiese viajar a Siria con su familia para adiestrarse junto a los cabecillas del autodenominado Estado Islámico, y regresar a Italia porque según las autoridades “querían atacar la embajada de Israel en Roma y el Vaticano”.


Junto a él han sido condenadas otras tres personas, entre ellas su pareja, Salma Benncharki, que deberá estar en prisión cinco años.

Los servicios secretos del país habrían interceptado una llamada telefónica en la que –según los investigadores– revelaba sus planes de atentar contra el Vaticano.

Sin embargo, el abogado del condenado alega que el sujeto “nunca ha dicho que quisiera atacar el Vaticano”, pero admite que en dicha llamada “hay referencias a su voluntad de atentar en Roma hace nueve años”.

En los últimos años, el Vaticano ha estado en el punto de mira de distintos grupos terroristas islámicos. Los servicios de inteligencia de la Santa Sede en colaboración con las autoridades italianas trabajan para evitar cualquier ataque al centro del catolicismo.
(https://www.aciprensa.com/noticias/yihadista-que-planeaba-atentar-contra-el-vaticano-es-condenado-a-6-anos-de-carcel-43113/)