"Las ideas de la Nueva Era son incompatibles con la fe de la Iglesia Católica" (Juan Pablo II, 18-05-93)
"La humanidad no encontrará la paz hasta que no vuelva con confianza a mi Misericordia" (Jesús a Sor Faustina)
Mostrando entradas con la etiqueta Hollywood. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Hollywood. Mostrar todas las entradas
martes, 23 de agosto de 2022
jueves, 18 de junio de 2020
Mel Gibson: en Hollywood hay rituales demoníacos
Mel Gibson punta il dito: a Hollywood rituali orridi e demoniaci
ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:43
L’attore americano Mel Gibson ha rilasciato interviste a dir poco sconcertanti che gettano uno squarcio di luce sul marciume di un sistema corrotto e decadente come quello dello star system hollywoodiano. Intriso di corruzione e perversione.

Gibson racconta di una macchina in cui l’arrivismo a ogni costo, compreso quello di accettare proposte inquietanti, è la regola. Tutti sanno che per aderire a questo sistema e ottenere il successo bisogna vendersi, in senso che si dubita essere solamente figurato, l’anima al diavolo. Partecipando a pratiche immonde e orribili, che introducono in un sistema dove si finisce anche per essere continuamente ricattati e controllati.
Le parole di Mel Gibson sullo star system americano
Un sistema che va ben oltre il cinema ma che arriva fino agli altri settori della cultura, dell’industria, spesso della politica. Non è un caso che gran parte dei proprietari di marchi del settore cinematografico detengano anche le case di produzioni musicali.
E abbiano interesse a veicolare certi messaggi distorti, intrisi di sentimenti perversi e di simbologie inquietanti e diaboliche. Basta accendere un canale di video musicali a rotazione e aspettare i prodotti del sistema americano per rendersene conto. Mel Gibson ha spiegato che correva l’anno duemila quando venne introdotto in questo torbido “giro“.

Il sistema della pedofilia dietro le luci del grande schermo
Il suo linguaggio è intriso, purtroppo, di riferimenti di tipo esoterico. Si tratta del mondo da cui è emerso lo scandalo legato a una figura come quella di Harvey Weinstein. L’ex produttore cinematografico statunitense condannato a 23 anni per reiterati e continui abusi sessuali sulle giovani attrici che volevano essere introdotte in questo “sistema”.
Purtoppo, però, pare che quasi tutti gli attori del mondo di Hollywood, in un modo o nell’altro, abbiano a che fare con questo mondo. Lo denunciò in passato il regista Stanley Kubrick direttamente in uno dei suoi film, Eyes wide Shut.
Le pratiche immonde di cui parla Mel Gibson
Un’altra pratica di cui parla Mel Gibson è quella della programmazione mentale. Gibson afferma, stando a quanto riportato dal giornale online americano www.smilecelebs.com e da quello britannico www.neonnettle.com, che “gli studi di Hollywood sono intrisi di sangue di bambini innocenti, il consumo di ‘baby blood’ è così popolare a Hollywood che funziona fondamentalmente come una valuta a sé stante”.

Le élites di Hollywood sono cioè, secondo le parole di Gibson riportate dalle testate anglosassoni e riprese da numerosi blog indipendenti, “un nemico dell’umanità che agisce continuamente in contrasto con i nostri migliori interessi infrangendo ogni tabù dato da Dio all’uomo, inclusa la santità dei bambini”.
L’orrido del sistema hollywoodiano: calunnie o realtà esoterica?
Mel Gibson, passato alle cronache per un periodo in cui ha cominciato a sparare a zero sul mondo delle élite hollywoodiane mettendo in piazza molte delle verità che hanno caratterizzato la sua carriera di attore famoso, depositate nel fondo della sua coscienza, avrebbe perciò parlato esplicitamente di “pedofili”.
Le affermazioni di Gibson riportate da questi siti sono raccapriccianti. Si parla del sangue dei bambini come della “valuta più preziosa”, parla di élite dell’industria che “banchetta con il sangue di bambini innocenti”. Che i protagonisti del mondo del cinema “ottengono i loro calci dalla distruzione del santuario dei bambini” mentre “prosperano nel rompere ogni tabù donato da Dio conosciuto all’uomo”.
Il gioco delle élite di distruggere le persone
“Distruggere la vita delle persone è solo un gioco per loro: più dolore possono causare, migliore è il brivido”, afferma, spiegando che questi “si dilettano con il dolore e la paura” dei bambini, e che “più giovane, meglio è”.
“Queste persone seguono la propria religione e la usano come guida morale. Non è il tipo di insegnamenti religiosi di cui la gente avrebbe mai sentito parlare. Eseguono rituali sacri malati e totalmente in contrasto con il tessuto morale che lega la maggior parte degli americani patriottici”.
Le parole terrificanti di Mel Gibson
Le parole di Gibson sono terrificanti, e continuano con esempi e elementi che fanno accapponare la pelle. “È difficile da capire, lo so, e mi dispiace di essere io a romperti questo, ma Hollywood è un anello pedofilo istituzionalizzato”, ha continuato Gibson.

“Usano e abusano dei bambini per le loro convinzioni spirituali malate, se puoi anche chiamarle così. Non lo capisco completamente da solo, ma raccolgono questi bambini per la loro energia e banchettano con il loro sangue“, dice.
I giochi perversi sui bambini: intervenga la giustizia!
“Più il bambino è innocente, più sono terrorizzati, più prosperano su di esso”, ha detto la stella di Braveheart. “I riferimenti alla pedofilia e al cannibalismo sono sempre stati lì, ma per anni sono enigmatici o simbolici”, ha affermato ancora.
“Sono stato introdotto a queste pratiche nei primi anni 2000 e sono stato minacciato con gravi ripercussioni se dovessi mai parlare. E non intendo solo la mia carriera, intendo la mia vita era minacciata, la vita della mia famiglia sarebbe in pericolo. Ora posso parlarne solo perché quelle persone, quei dirigenti del settore, ora sono tutti morti”, è un altra delle accuse dell’attore americano.
Dietro le pratiche esoteriche, pedofilia e cannibalismo
“Vedono il sangue di un bambino abusato sessualmente come il premio finale e affermano che è altamente arricchito”. Secondo Gibson, questa raccapricciante perversione non rappresenta solamente una moda, ma una cultura profondamente radicata a Hollywood per generazioni ed è qualcosa di popolare tra uomini e donne.
“Questa non è una novità e si svolge da prima ancora che Hollywood fosse fondata. Se cerchi questo fenomeno, ti troverai in agguato nell’ombra di ogni epoca oscura della storia.
Oscure pratiche utilizzate dalle società segrete per centinaia di anni
Queste oscure pratiche multidimensionali occulte sono state utilizzate nelle società segrete per centinaia di anni. Hollywood viene utilizzata per la programmazione sociale e il controllo mentale e il loro messaggio viene proiettato nella psiche del popolo americano, ovunque”.
Le parole attribuite all’attore americano e riportate da questi giornali non sono state mai pubblicate da grandi testate internazionali. Se ci fossero riscontri di tutto questo, persone di buon senso, polizia, uomini di giustizia dovrebbero mettere fine in un solo istante a tutto questo scempio che grida al cospetto di Dio.

Evidentemente, non esistono prove di tutto questo, e umanamente si spera che tutto questo sia in qualche modo alterato dall’autore. Altrimenti, l’umanità dovrebbe essere messa al corrente di questo scandalo che segnerebbe in maniera altamente negativa la nostra epoca.
Giovanni Bernardi
fonte: www.neonnettle.com
miércoles, 8 de enero de 2014
Hollywood, el nido de la Cienciología
El glamour de Hollywood y el destello de su copado firmamento de estrellas permiten a veces eclipsar los secretos y miserias que se barren bajo la alfombra –roja, obviamente–. Por muy almibarados que sean los productos de su factoría, en inhóspitos bulevares rezuma la polémica y son pocos los que se atreven a poner el foco sobre las sombras de la afamada colina de Los Ángeles, ciudad en la que se concentra la mayor parte de los miembros (unos 5.000 de los 30.000 afiliados totales) de la Asociación Internacional de Cienciólogos, la organización que promueve la integración en este grupo. Así comienza el artículo publicado en La Razón y firmado por Noelia Molanes que reproducimos aquí.
Una de las primeras personas que escribió de forma crítica sobre esta creencia fue la periodista Paulette Cooper –que publicó un artículo en la revista británica Queen en 1970 y, al año siguiente, el libro The Scandal of Scientology– y, como ella misma admitiría, además de ser demandada (acabó acumulando un total de 19 denuncias), «recibí amenazas de muerte». Pronto comprobaría cómo la advertencia tomaba forma: la seguían, espiaban sus conversaciones y su nombre y número de teléfono aparecieron en cabinas y lavabos públicos.
Tras un intento de asesinato en su apartamento neoyorquino, se mudó a un bloque en el que sus 300 vecinos no tardarían en recibir cartas en las que se acusaba a Cooper de ser prostituta, violar a menores y padecer una enfermedad venérea. Todo ello, junto a las supuestas amenazas que profirió al secretario de Estado Henry Kissinger y al presidente Gerald Ford, acabó convirtiendo su existencia en una auténtica pesadilla.
Así que, dados los antecedentes –aunque lo tiempos ya son otros–, si hay algo que no debe dejar de reconocérsele a Lawrence Wright –ganador de un Pulitzer por La torre elevada, sobre los ataques del 11-S– es su valentía: su nuevo trabajo lleva por título Cienciología. Hollywood y la prisión de la fe (Debate), en el que aborda los orígenes y los mecanismos de funcionamiento de este grupo, así como los claroscuros de la biografía de su fundador, L. Ron Hubbard, y de sus miembros más populares, entre los que se encuentran aclamados actores de Hollywood.
Inmuebles y números
Es precisamente allí donde se concentra la mayor parte del «imperio inmobiliario de la cienciología», tal y como recoge Wright en su libro. Asegura poseer más de 1,1 millones de metros cuadrados en propiedades repartidas a lo largo del planeta, 26 de las cuales (valoradas en 400 millones de dólares –unos 295 millones de euros–) se encuentran en la meca del cine.
De hecho, el autor señala que «pese a las varias décadas de disminución del número de miembros –aunque en un anuncio, el grupo religioso asegura acoger a 4,4 millones de nuevos adeptos cada año, según un estudio sólo 25.000 estadounidenses se califican a sí mismos como cienciólogos, menos de la mitad de los que se declaran rastafaris– e intermitentes escándalos que podrían haber hundido cualquier otra religión, la cienciología se mantiene a flote más de un cuarto de siglo después de la muerte de su quimérico líder», una situación que, en parte, justifica con «sus colosales recursos financieros», que se estiman en unos mil millones de dólares en activos líquidos (que equivalen a más de 735.000 millones de euros), según antiguos miembros bien informados.
Una cifra que, tal y como señala Wright, «eclipsa las posesiones de la mayoría de las principales religiones del mundo». Todo ello, unido a su creciente aceptación a nivel internacional –como demuestra la reciente e histórica sentencia del Tribunal Supremo británico, que la reconoció como religión al permitir a una pareja casarse con todos los efectos legales en una capilla de esta organización–, dan clara muestra de su capacidad de influencia.
La promoción de los famosos
Pero al margen de su notable poder económico, una de las claras estrategias de promoción de este grupo es, sin duda, la que concierne a populares actores que han predicado las bondades de la Cienciología por todo el mundo. Los Centros de Celebridades se presentan como «un refugio excepcional para las estrellas de cine espiritualmente hambrientas» y parte del «señuelo» es hacer creer a cualquier miembro del grupo que puede compartir «clase con actores o músicos de renombre», indica Wright.
De las tres clases de cienciólogos que existen, los públicos –que son mayoritarios–, los famosos, y el clero –la denominada Organización del Mar–, son los segundos los que mayores presiones reciben a la hora de hacer públicas sus creencias y dejarse ver en la primera fila de los actos que organizan. A pesar de que parece que los miembros anónimos podrían compartir terapia con ellos, «los verdaderos famosos tienen su propia entrada y sus aulas privadas y raras veces se mezclan con el público en general, excepto los grandes donantes económicos, a quienes se le concede el mismo estatus elevado», indica.
El dinero es, sin duda, uno de los leitmotiv de esta organización y está presente en el embrión de la Cienciología. De la Dianética –una suerte de psicoterapia que constituye el germen de lo que más tarde Hubbard acabaría convirtiendo en uno de los credos de su grupo– se pasa a algo más espiritual, no sólo por un sentido de trascendencia, sino por una cuestión puramente económica.
«Me gustaría crear una religión. Ahí es donde está el dinero», es una de las frases que supuestamente el fundador de la Cienciología pronunció entre 1948 y 1949. Wright, meticuloso en sus citas, recalca que Arnie Lerma, un antiguo miembro que ahora predica la anticienciología, llegó a recabar nueve testimonios con afirmaciones similares. Señala el autor del libro que el problema de la Dianética –desde una perspectiva lucrativa– es que no podía perpetuarse en el tiempo: «La psicoterapia en sí misma lleva a una teórica conclusión: o el paciente se “cura” o decide que a él, el procedimiento no le funciona. En uno u otro caso cesan los ingresos. La religión resuelve este problema. Aparte de las ventajas fiscales, la religión proporciona una mercancía de la que siempre hay demanda: la salvación».
Rentabilizar a las estrellas
Aparte de ayudar a comprender el intrincado nacimiento de este movimiento y la obsesiva mente de su fundador, el libro también desgrana, para placer del lector más curioso, sus relaciones con populares estrellas de Hollywood como John Travolta, Tom Cruise y Paul Haggis –guionista y ganador de dos Oscar por Crash y Million dollar baby y conocido desertor de la Cienciología, de la que se apartó tras la oposición de ésta a reconocer el matrimonio homosexual–.
Del protagonista de Fiebre del sábado noche, que coqueteó con la organización antes de convertirse en un actor de fama internacional, recoge asombrosas declaraciones del intérprete asegurando que «la Cienciología me llevó al estrellato». Y todo porque, tras acudir a una audición, su profesora en un curso del grupo religioso pidió a sus compañeros que «apuntaran en dirección a los estudios de ABC y comunicaran telepáticamente la instrucción: “Queremos a John Travolta para el papel"», que no era otro que el de Vinnie Barbarino, que le haría famoso.
Pero, sin duda, el cambio de rumbo lo marcaría Tom Cruise, cuya «renovada dedicación» a la Cienciología haría «cambiar de manera permanente la relación entre la iglesia y la comunidad de famosos de Hollywood», escribe Wright. El libro revela que el primer contacto de Cruise con este grupo se produjo por mediación de su primera mujer, Mimi Rogers, y pronto se darían cuenta de que «él no era un simple hombre de paja: era un activista con seguidores en todo el mundo». Un convencido cienciólogo que donó, sólo en 2004, tres millones de dólares y a quien la organización llegó a poner a su servicio y al de su entonces mujer, Nicole Kidman, personal doméstico y asistentes que daban cuenta de cada movimiento de la pareja.
Más allá de los destellos de Hollywood, Wright defiende el derecho de cada cual «a creer en lo que desee». Eso sí, denuncia que «otra cosa bien distinta es usar la protección que la Primera Enmienda estadounidense concede a las religiones para falsificar la historia, propagar falsedades y encubrir violaciones de los derechos humanos». Y es que, en el fondo, el autor desenmaraña las tripas de la Cienciología para, en realidad, hablar del peligro de la desesperación humana, que en ocasiones nos entrega, dóciles y blandos, a las afiladas garras de la mentira.
Ron Hubbard, su mentor
Nació el 13 de marzo de 1911. Prolífico escritor de la llamada literatura «pulp», en 1950 publica Dianética: la ciencia moderna de la salud mental, clave para los cienciólogos. Se destaca su insaciable ansia de poder y dinero: casado tres veces, los desencantados afirman que quería hacerse rico fundando una religión.
En 1955, poco tiempo después de la fundación de la Iglesia de la Cienciología, la publicación Ability, afiliada al movimiento, incluía un editorial en el que animaba a los cienciólogos a reclutar famosos para su causa. Entre los objetivos deseables estaban estrellas como Walt Disney, Marlene Dietrich, John Ford y el magnate Howard Hughes.
«Si quieres que uno de esos famosos sea tu trofeo, escríbenos de inmediato y podrás dar caza al personaje sin interferencias. Si nos traes a uno de ellos, conseguirás una pequeña placa como recompensa», recoge Lawrence Wright en el libro. Ya más recientemente, Steven Spielberg también estuvo tentado por Cruise a formar parte de este grupo religioso, pero acabó desisitiendo. David Beckham, su esposa, Victoria, y Will Smith fueron asimismo influidos por el protagonista de Misión imposible.
En el laborioso estudio de Wright se incluyen algunas «celebrities» que coquetearon con la Cienciología. Tom Berenger, Christopher Reeve y Leonard Cohen se interesaron por sus postulados, pero «ninguno de ellos se quedó mucho tiempo», asegura en el libro. También desvela que Elvis Presley «compró varios libros, así como algunos servicios de los que de hecho nunca se benefició».
Rock Hudson también visitó el Centro de Celebridades, pero «se fue enfadado cuando su auditor tuvo la audacia de decirle que no podía marcharse hasta que terminara la sesión, a pesar de que el ídolo de las matinés había agotado el tiempo de su parquímetro», escribe el autor de Cienciología. Hollywood y la prisión de la fe.
Suscribirse a:
Comentarios (Atom)


